Fiorentina-Schalke, un film già visto
- 8 ago 2016
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Sbagliare è umano, su questo siamo tutti d'accordo, ma perseverare è diabolico.
Invece la Fiorentina non ci pensa su due volte e, contro lo Schalke 04, gioca una partita che sembra la fotocopia di quella vista qualche giorno fa contro il Bayer Leverkusen. Come dire, due al prezzo di una. Avvio da brividi, con i tedeschi che passano quasi subito, poi la squadra viola esce dal letargo e per diversi minuti sembra poter far male.
L'unica differenza, stavolta, è che il pareggio arriva velocemente e (guarda caso!) arriva ancora col solito Nikola Kalinic. Sempre per restare in tema di "buone abitudini", la difesa non ha fatto mancare le consuete amnesie, come in occasione del gol del vantaggio dello Schalke, con un pallone perso malamente a pochi metri dal limite dell'area, o con le marcature... per così dire... allegre che hanno permesso a Naldo di svettare di testa e segnare il 2-1.
Anche in questa occasione la Fiorentina è sembrata tener bene il campo fino all'ora di gioco per poi crollare sotto il peso dei tanti, troppi errori individuali. Salifu, Bagadur, lo stesso Babacar, non sembrano pronti per il gioco palla a terra richiesto da Sousa, perdono palloni che gridano vendetta e, spesso, su questi stessi palloni la Fiorentina paga dazio.
Intendiamoci, sappiamo benissimo che è solo calcio d'agosto, ma «perdere non piace a nessuno» come ha ammesso anche lo stesso allenatore portoghese a fine gara. Ecco il motivo per cui tutti attendono con ansia le prossime mosse di San Pantaleo (salvaci tu da una Fiorentina così spenta!).






























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