Genoa-Fiorentina: il 3-3 di Adrian Mutu ma non solo
- 9 set 2016
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Una trasferta quella di Genova sponda rossoblù che, negli ultimi anni in particolare, è stata piuttosto piacevole per la Fiorentina. Lo scorso anno le due squadre non riuscirono ad andare oltre lo 0-0 iniziale e anche due stagioni fa la Fiorentina rientrò dal Ferraris con in tasca un pareggio, sebbene quella volta finì 1-1. Del tutto diverso, invece, il finale della gara del 2013/14, quando la Fiorentina seppe imporsi per 5-2 in casa dei ragazzi di Fabio Liverani, poi esonerato alla sesta di campionato in favore del sempiterno Gasperini, grazie al gol di Aquilani e alle doppiette di Pepito Rossi e Mario Gomez.
Negli ultimi anni, però, il segno di gran lunga più di moda nelle sfide tra viola e rossoblù è senza dubbio l'X, anche se nella storia delle sfide contro i grifoni non mancano le partite memorabili per i tifosi viola. Come quel 3-3 firmato Adrian Mutu.
Era il 15 febbraio del 2009 e Fiorentina e Genoa si stavano rincorrendo per conquistare un post in Champions, con i viola nel ruolo di lepre e i rossoblù in quello degli inseguitori. Subito sotto per il gol di Thiago Motta, la Fiorentina intravede la luce con l'espulsione del rossoblù Biava alla mezz'ora ma continua a subire e, prima del riposo, subisce anche il 2-0 con Palladino. I viola sono in bambola mentre il Genoa vola letteralmente sulle ali dell'entusiasmo. Ad inizio ripresa, poi, arriva la terza mazzata con il rigore trasformato da Milito per il 3-0 che fa esplodere il Ferraris. La partita sembra ormai scrtta ma Adrian Mutu decide che è arrivato il momento di far vedere a tutto lo stadio il perché a Firenze lo chiamano il Fenomeno.
Il 3-1 arriva su rigore per atterramento di Gilardino in area dopo una papera di Rubinho. La Fiorentina ci crede e il gol che spaventa i rossoblù arriva, ancora con il rumeno, a 10' dalla fine. La Fiorentina attacca e il Genoa comincia ad arretrare e a pagare la stanchezza. Ma i minuti scorrono veloci e l'arbitro, al 90', assegna 4' di recupero. I secondi passano ma il fortino rossoblù resiste. A pochi secondi dallo scadere, la palla danza appena dentro l'area del Genoa e Mutu, appostato all'altezza del rigore, con un destro chirurgico, la piazza a fil di palo, mandando in estasi la Fiorentina. I genoani masticano amaro, tanto che polemizzano sul fatto che il tiro di Mutu si sarebbe insaccato qualche decimo di secondo dopo che il cronometro aveva già scandito il 94'. Roba da cronometristi, insomma...
Andando un po' più indietro nella storia viola, poi, come dimenticare quella sconfitta per 3-1 della stagione 1955/56. La Fiorentina di Fulvio Bernardini è già campione d'Italia per la prima volta nella sua storia e la trasferta di Marassi è solo l'ennesima passerella per quella squadra di campioni che ha fatto innamorare una città intera. Sarà l'unica sconfitta della viola nella stagione del trionfo, una sconfitta ovviamente del tutto indolore, ma che ha avuto il solo merito di rendere più... umano quell'11 fantastico composto da Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella, Orzan, Segato, Julinho, Gratton, Virgili, Montuori e Prini.






























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