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Pioli: «Abbiamo lavorato molto: domani mi aspetto di vedere dei passi avanti»

  • 9 set 2017
  • Tempo di lettura: 7 min

Conferenza stampa pre-partita per Stefano Pioli che, in vista della ripresa del campionato dopo la sosta per le Nazionali, va a caccia dei primi punti della stagione per la sua Fiorentina.

DOMANDA: Mister, è stato più positivo lavorare in queste due settimane con buona parte del gruppo oppure questo zero in classifica che immaginiamo vi abbia ronzato nelle orecchie?

PIOLI: «E' stato molto positivo perché abbiamo bisogno di lavorare, non eravamo al completo ma comunque con 15/16 giocatori di movimento anche perché in settimana sono arrivati altri 2 o 3 giocatori nuovi a completare l'organico. Ovvio, non ci fa piacere questo tipo di classifica, è vero, ma è altrettanto vero che abbiamo l'occasione per cambiarla».

D: E Thereau? Qual è la sua collocazione perfetta secondo lei?

P: «La sua collocazione perfetta sarà quella che darà maggiori vantaggi alla squadra: può fare benissimo il secondo attaccante, il trequartista, l'attaccante esterno preferibilmente a sinistra. Ci dà soluzioni diverse rispetto a chi avevamo prima in quella zona, è arrivato che sta bene sia fisicamente che di psicologicamente e è disponibile per giocare anche domani».

D: Ancora sugli zero punti: la Fiorentina è stata un po' sfortunata ma c'è il rischio che la squadra, essendo anche la seconda più giovane del campionato, si porti in campo una preoccupazione eccessiva, una sorta di ansia di fare punti?

P: «Premesso che non credo che abbiamo fatto 0 punti per colpa della sfortuna... Se non abbiamo pareggiato contro la Samp nonostante tutte le occasioni avute, vuol dire che qualcosina in più dovevamo fare ed è su queste situazioni che abbiamo lavorato in queste due settimane. Soprattutto nelle due aree di rigore dobbiamo stare più attenti, più determinati e più incisivi. Lì mi aspetto dei miglioramenti. Noi viviamo del lavoro quotidiano e dei risultati alla domenica, ne abbiamo bisogno, ma sappiamo che tutto questo passerà dalla bontà della nostra prestazione. Dunque dovremo giocare meglio dei nostri avversari».

D: Ha in testa una data - fra un mese, due mesi, tre mesi... - entro la quale vorrebbe vedere pronta la sua Fiorentina?

P: «Io credo che adesso, con il mercato chiuso, siamo finalmente al completo. In tutti i reparti abbiamo delle valide alternative e dei buoni giocatori, sono arrivati giocatori molto motivati, di qualità e questo è una base importante su cui costruire il nostro percorso. Siamo arrivati lunghi è vero ma questo non può essere per noi un alibi, anzi, stimolo maggiore per essere ancora più attenti. Non possiamo essere ancora oggi, e di sicuro non lo saremo nemmeno domani, una squadra collaudata al 100% quindi dobbiamo essere concentrati per tutta la durata della partita, restando dentro la gara con grande attenzione, in tutte quelle situazioni di gioco nelle quali siamo stati penalizzati. Non sono state le prestazioni in generale a penalizzarci ma i cali di attenzione e di furbizia nel gestire certe situazioni. Su questo dovremo crescere ulteriormente, ci servirà ancora un po' di tempo ma credo che siano arrivati giocatori con le caratteristiche che volevamo. Sono arrivati buoni giocatori, li vedo che lavorano con entusiasmo e volontà. Siamo una squadra molto giovane ma con la voglia e la lucidità necessaria si può fare bene».

D: L'incontro id ieri fra Nardella e i DV: il fatto che il sindaco parli con i proprietari della Fiorentina dello stadio e delle prospettive future, può essere l'inizio di qualcosa di importante e anche di bello? E poi, cosa può fare la squadra per riportare i DV allo stadio con più serenità? Vi siete sentiti in questa pausa?

P: «Cosa possiamo fare noi, credo sia sempre la solita cosa: fare ottime prestazioni con dei risultati positivi. La proprietà è questo che si aspetta ma le stesse sensazioni le ho avute anch'io dai colloqui sia personali che individuali che al telefono con la proprietà: una sensazione di grande sostegno e vicinanza e di voglia di tornare a divertirci insieme. Sono sicuro che tornerà presto. La società ha iniziato un nuovo percorso ed ha le idee chiare su quello che si sta cercando di creare: una formazione che nel medio-liungo termine possa dare delle soddisfazioni».

D: Che Verona si aspetta domani?

P: «Affronteremo un avversario molto motivato, che cerca la sua prima vittoria in campionato. Quello che ci aspettiamo lo abbiamo preparato ma molto più importante è quella che sarà la nostra prestazione. Cercheremo di essere una squadra equilibrata e vogliosa di fare la partita».

D: Diversi giocatori sono arrivati a fine mercato ed è normale che la gente non li conosca ancora bene: ci vuol dire lei com'è la sua Fiorentina?

P: «La mia deve essere una squadra che ha voglia di mettersi in discussione e di proporre un buon calcio, dinamico e veloce. Che dovrà avere la consapevolezza e la convinzione di giocarsi ogni singola gara con la possibilità di centrare la vittoria. Questa deve essere la nostra personalità e l'avere tanti giocatori nuovi deve far sì che questo senso di conoscenza arrivi il prima possibile. Adesso però è un momento in cui c'è bisogno di stare dentro la partita per tutti i 95'».

D: Se dovesse fare un pubblico appello ai DV, per dire anche a loro cosa fare per tirare fuori qualcosa in più?

P: «Devo dire che, con noi, stanno dando il supporto migliore possibile e tutto quello che è necessario. Noi poi non vediamo l'ora che possano anche loro tornare allo stadio e partecipare alle manifestazioni».

D: Tornando all'assemblamento della squadra: i giocatori nuovi fino a che punto hanno recepito i suoi dettami?

P: «Devo dire che è vero che i risultati finora non sono stati positivi e quindi alcune mancanze le abbiamo avute nei momenti determinanti della gara: un conto è quando ti trovi in vantaggio, l'altro quando invece ti ritrovi a subire uno svantaggio ma io credo che anche in queste prime due gare un'identità ci sia stata e vedo giocatori vogliosi, senza dubbi in testa e convinti. Poi è chiaro che anche loro hanno bisogno di mettersi alla prova e di ottenere i primi risultati positivi».

D: Su Simeone: la sensazione è che finora abbia vissuto un po' in solitudine lassù in attacco.

P: «Che comunque si voglia attaccare con più giocatori e riempire l'area anche con l'inserimento dei centrocampisti questo è sicuro. Rivedendo le nostre situazioni offensive in queste prime due gare, però, se andate a vedere ad esempio il gol di Badelj, vedrete che abbiamo riempito l'area con 3 o 4 giocatori, ma la questione è trovare ancora più velocità e precisione nelle nostre azioni. Poi è chiaro che se riusciremo a portare più giocatori in area avversaria, potremo anche dare una mano al nostro centravanti e alla nostra fase offensiva».

D: Lei ha parlato del sostegno dei DV: anche alla luce delle parole del sindaco Nardella, può essere questo un motivo per trovare un rinnovato entusiasmo anche per la squadra?

P: «Ripeto, noi la proprietà la sentiamo vicina sin dal primo giorno, poi è chiaro che vederli di persona allo stadio sarebbe un ulteriore stimolo per tutti i nostri giocatori ma la proprietà lo sa e credo che questo accadrà molto presto».

D: Gli indisponibili?

P: «Sono Eysseric e Saponara, che ancora non è pronto per essere convocato. Sta meglio e da lunedì penso potrà svolgere tutto l'allenamento con il resto della squadra».

D: Quindi Saponara, che era di recente rientrato in gruppo, ha avuto un peggioramento?

P: «No, anzi, ha avuto un miglioramento ma non ha svolto del tutto l'allenameno con noi ma ha svolto solo alcun situazioni nelle quali lui è riuscito a lavorare con noi e altre nelle quali non è riusciva a tenere la giusta intensità e il giusto ritmo. Parliamo di un giocatore fermo ormai da due mesi, che sta cercando di accelerare ma questi sono anche infortuni un po' particolari ed è normale che, dopo uno stop così lungo, perché l'operazione all'articolazione della caviglia c'è stata, lui abbia magari due giorni in cui sta meglio e poi al terzo subisca qualche contrattempo. Ma ha lavorato molto meglio. Questa è stata la sua prima settimana di lavoro insieme alla squadra, spero che dalla prossima possa lavorare completamente con il gruppo e che possa essere convocato per la prossima. E' una situazione che dobbiamo capire e valutare di giorno in giorno. Sta molto meglio anche a livello morale, perché lavorare a parte per lui è stato un po' più complicato a livello di morale mentre lavorare per gran parte della seduta con i suoi compagni è stato molto importante».

D: Si aspetta una grande spinta da parte dei tifosi? Ne sono attesi parecchi a Verona...

P: «Credo che sui tifosi ci sia poco da dire. Contro la Samp ci hanno sostenuti per 95', fino alla fine, e così faranno fin quando vedranno una squadra che lotta e che dà tutto ma credo che su questo punto non deluderemo mai perché vedo una squadra molto vogliosa e attaccata, che ha voglia di dimostrare tutte le proprie qualità».

D: Durante la sosta ha lavorato in particolare su Benassi e sulla sua posizione in campo?

P: «Credo che Marco sia un giocatore molto intelligente e dinamico, con tempi di inserimento ottimi e che può giocare in tante posizioni. E' chiaro che abbiamo lavorato e abbiamo anche parlato, con lui come con tutti i giocatori, e abbiamo approfittato della sosta sia sul campo che in video per analizzare le prestazioni e capire le situazioni da sviluppare meglio e quelle in cui invece siamo già a un buon livello. Marco è un giocatore positivo e deve continuare così ma sia lui che altri possono ancora crescere molto».

D: In rosa lei ha molti trequartisti: Saponara ma anche Hagi, Eysseric, anche lo stesso Thereau può farlo. Tutti questi trequartisti ci sono perché farà fare loro anche gli esterni o ha un'altra idea in testa?

P: «Mi piace avere giocatori molto duttili. Domani giocheremo con tre giocatori dietro al nostro attaccante centrale e potrò cambiarli quando voglio e dove voglio. Questa secondo me è una risorsa import per la squadra. In italia tutti gli allenatori sono molto bravi a lavorare sugli avversari e quindi meno punti di riferimento dai e meglio è. Avere giocatori che possano giocare in varie posizioni, credo sarà un grande vantaggio e dovremo essere bravi a sfruttarlo. Per questo, ben vengano questi giocatori che giocano in più posizioni di campo. Dentro queste caratteristiche individuali, poi, dobbiamo avere grande equilibrio di squadra che è quello che in qualche spezzoni finora ci ha penalizzato. ma è anche quello dove invece dovremo stare più attenti, perché abbiamo subito gol con la squadra in superiorità numerica quindi servirà molta più attenzione e organizzazione».


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