Le emozioni del ritorno ad Udine
- 4 apr 2018
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La Fiorentina torna ad Udine un mese dopo la disgrazia di Astori e raccoglie la quinta vittoria consecutiva. Non era facile scendere in campo contro quella squadra che il 4 marzo il Capitano insieme ai propri compagni avrebbe dovuto affrontare. Le emozioni, i rituali prima della partita hanno assunto significati e modalità diverse rispetto a ciò che succede sempre all'interno dello spogliatoio, come anche mister Pioli ha spiegato nel dopo gara.
Tutti i ragazzi viola sapevano fin da subito che tornare in questa terra friuliana avrebbe riacceso ricordi, senzazioni, nostalgia di quel ragazzo, amico che non c'è più, ma che per questo si doveva andare avanti e dare un senso alla partita, alla vittoria da conquistare. Al tredicesimo minuto, il sorriso di Davide Astori appare sui maxi schermi della Dacia Arena e tutto lo stadio si alza in piedi a tributare un lughissimo applauso e ancora qualche lacrima... Finito il minuto, i tifosi viola intonano il coro: «Davide Astori! Davide Astori!» e il pubblico di fede bianconera e viola si uniscono in un altro tributo al Capitano.
La Fiorentina cala il pokerissimo, quinta vittoria consecutiva, una serie a cui non siamo certo abituati. Ribadiamo che forse, oltre a tutto ciò che può avere dato dal punto di vista morale e dell'unione il dramma a cui i giocatori sono stati sottoposti, ci sono dei valori tecnici che devono essere riconosciuti a questi giocatori. Acquisti fatti in estate, ad un certo punto anche oggetto di sfottò, che devono essere rivalutati.

Sportiello ancora una volta, impegnato in un paio di parate una per tempo, si dimostra concentrato e decisivo. La difesa si dimostra per l'ennesima volta solida e sicura in tutti in suoi elementi. Veretout in mezzo al campo si dimostra l'acquisto più azzeccato: interrompe, propone, spacca il centrocampo avversario con la potenza di un trattore. Dabo, alla prima da titolare, dà fisicità e grinta in mediana, da rivedere un po' nelle ripartenze, ma se l'inizio è questo, è positivo.
In avanti Chiesa ha l'argento vivo addosso, soprattutto nella prima frazione: peccato per un'ammonizione evitabile che gli farà saltare la Roma. Per ultimo, Simeone che subentra ad un appannato Falcinelli e diventa un cecchino decisivo. Forse l'unica nota negativa è Gil Dias, che proprio non riesce a essere decisivo, risolutorio, nonostante anche ieri vi fosse la possibilità.
A Udine la Fiorentina gioca la partita, la domina, la muove secondo i propri ritmi. L'Udinese, prima barcolla poi reagisce ad inizio ripresa ma la rete del Cholito la stende del tutto. In casa friulana è crisi nerissima, sette sconfitte consecutive con quella di ieri. La tifoseria bianconera ormai ha passato l'orlo di una crisi di nervi e a dieci minuti dalla fine inveisce contro il proprietario Gino Pozzo.
Per finire un plauso alla società friulana per come ha accolto la società viola e ha commemorato Capitan Astori. Bellissima anche la Dacia Arena per struttura, visibilità e servizi: come ha detto Cognini, uno stadio da cui la Fiorentina può, e diciamo noi deve, prendere spunto.






























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