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Mirallas: «Vicino alla Fiorentina già 2 anni fa. Darò tutto: ogni allenamento sarà una battaglia per

  • 8 ago 2018
  • Tempo di lettura: 4 min

Uno al giorno, Kevin Mirallas oggi e Marko Pjaca domani. I due ultimi arrivi in maglia viola vengono presentati uno dopo l'altro alla stampa. Ecco le prime parole da giocatore della Fiorentina dell'esperto attaccante belga che proprio stamani ha sostenuto il primo allenamento agli ordini di mister Pioli, segnando anche un gol in partitella. Se il buongiorno si vede dal mattino...

DOMANDA: Tu arrivi a Firenze con alle spalle già una carriera importante. C'è però un sogno che ti è rimasto da quando eri bambino? E poi, preferisci giocare a destra o a sinistra?

MIRALLAS: «Premesso che non ho una vera posizione preferita, anche di solito prediligo giocare a sinistra. . In tutte le società dove ho giocato, però, ho ricoperto vari ruoli e quindi posso giocare in tutti i ruoli dell’attacco. Per quanto riguarda il mio sogno, è quello di vincere un trofeo in una grande squadra, quindi se quest'anno riuscissimo a fare qualcosa di bello, a vincere qualcosa di importante, sarà sempre più felice».

D: C’è un giocatore della storia del calcio che hai stimato e amato fin da quando eri un ragazzino?

M: «Forse Raul del Real Madrid, anche se non abbiamo lo stesso stile di gioco. Ma è un giocatore a cui mi sono sempre ispirato perché cerco sempre di guardare a giocatori che facciano grandi cose sia dentro che fuori dal campo».

D: Nel campionato italiano ci sono tanti giocatori belgi. Li hai sentiti?

M: «Sì, sicuro, anche perché li conosco bene, soprattutto Mertens che conosco sin da quando eravamo piccoli. Abbiamo parlato tanto, anche due anni fa quando avevo già avuto la possibilità di arrivare in Italia. Mi hanno detto che se dai tutto, puoi ricevere molto affetto e questo è molto bello soprattutto in un squadra come la Fiorentina».

D: Cosa può aggiungere questa nuova avventura alla tua lunga carriera? E poi, la Serie A è più appetibile adesso, con l’arrivo di CR7?

M: «Come sempre, quando si arriva in un nuovo campionato e in una nuova squadra, uno è molto felice. Io ho giocato 6 anni nel campionato inglese, dove c'è tanta concorrenza ma anche la Serie A e un campionato molto difficile, sia per l’arrivo di Cristiano Ronaldo che per la presenza di tanti altri giocatori. Questo rimette la Serie A in primo piano e per me è stato il momento giusto di arrivare».

D: Hai già avuta la possibilità di arrivare in Italia: per quale squadra?

M: «Due anni fa avevamo proprio parlato con la Fiorentina col mio agente, poi purtroppo l'Everton chiedeva molti soldi ed era difficile. Ma adesso, a 30 anni, sono nel pieno della maturità, dell’esperienza e non vedo l’ora di poter dimostrare a voi di avere ancora tanti anni davanti nella mia carriera».

D: Che idea ti sei fatto della squadra,anche se hai fatto solo un allenamento?

M: «Quando ho saputo che sarei venuto qua, subito ho guardato le partite dello scorso anno. Conosco tanti giocatori, tutti i francesi ovviamente e questo mi ha aiutato. E' una squadra con tante qualità, che spinge tanto in avanti e con tante persone che mi passavano la palla fin dal primo allenamento nonostante fossi appena arrivato. Una cosa che non succede spesso».

D: Cosa lasci all’Everton e cosa puoi portare a Firenze?

M: «Ho passato 6 anni all’Everton, con 5 andati molto bene e l’ultimo un po’ più complicato, un po' come in una relazione con una donna. Ma mi hanno dato tanto e qua so che posso riuscire a fare ancora di più. Anche se alcuni mi conoscono, non tutti, farò il massimo per dare tutto in campo».

D: L'anno scorso è stato un anno complicato per te sia in Inghilterra che poi in Grecia: prima di iniziare questa nuova esperienza di riscatto a Firenze, hai sensazioni diverse rispetto allo scorso anno? E poi, ti rimproveri qualche comportamento avuto sia in Premier che in Grecia?

M: «L'anno scorso è stato un po' difficile specie nei primi 6 mesi, ho avuto problemi col mister e poi in Grecia, in una squadra che conoscevo, però abbiamo cambiato tanti allenatori e con la squadra non siamo riusciti ad andare bene ma come detto questo è il mio passato. Mi sono preso del tempo per ragionare. Io non lo vedo come una rivincita ma sono più forte di quello che sono stato e potrò fare meglio di quello che ho fatto lo scorso anno».

D: La tua nazionale è piena di talenti: c'è qualcuno che consiglieresti sul mercato alla Fiorentina?

M: «E' una domanda difficile, ci sono tanti campioni, forse potrei dire Nacer Chadli, che gioca in Seconda Divisione e a cui potrebbe piacere venire qui a Firenze. Ma se dovessi pensare a tutti gli amici che ho in Belgio, potremmo fare due squadre qui alla Fiorentina».

D: Come pensi di poterti imporre quest’anno, visto che il tuo riscatto è abbastanza alto?

M: «Una delle cose che mi sono piaciute subito della Fiorentina è proprio il fatto di avere in rosa tanti giovani con tanta voglia di imparare e anche tanti giocatori d'esperienza come me. Sono venuto qua per giocare anch'io e penso di avere abbastanza esperienza per sapere cosa fare e cosa non fare. Tutti gli allenamenti saranno un po’ una guerra perché anch’io sono qua per giocare».


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